Notizie

Codice della strada, 42 associazioni alla Camera: «Riforma da rivedere»

Strisce pedonali dipinte sull'asfalto di una strada

Il 3 novembre 2026, alla Camera dei deputati, la Rete Italiana Mobilità Equa (RIME), che riunisce 42 organizzazioni, ha presentato le sue critiche allo schema di riforma del Codice della strada approvato in via preliminare dal Consiglio dei ministri il 13 ottobre 2026. Secondo le associazioni, il testo ridurrebbe le tutele per chi cammina e chi pedala e andrebbe profondamente rivisto.

I punti contestati

All'incontro sono intervenuti anche due deputati di schieramenti diversi, Andrea Casu (PD) e Roberto Pella (Forza Italia). Le organizzazioni hanno elencato una serie di norme che, a loro giudizio, peggiorano la sicurezza degli utenti più vulnerabili.

  • Il pedone, prima di attraversare sulle strisce, dovrebbe accertarsi che il veicolo si fermi.
  • La distanza minima di 1,5 metri nel sorpasso di chi va in bici sarebbe accompagnata dalla formula «ove possibile».
  • Non compare il limite ordinario di 30 km/h sulle strade urbane locali e di quartiere, e i Comuni avrebbero nuovi vincoli per abbassare i limiti.
  • Diverse competenze passerebbero dai Comuni a Ministeri e Prefetti.
  • Il termine per notificare alcune infrazioni rilevate a distanza scenderebbe da 90 a 45 giorni.

Più in generale, le associazioni contestano che sicurezza, salute e ambiente non siano più indicate come finalità primarie della norma, ma come interessi da bilanciare con le esigenze del traffico e delle attività economiche.

L'iter e le prossime tappe

Lo schema è all'esame delle Commissioni Trasporti di Camera e Senato, chiamate a esprimere un parere. RIME chiede al Governo di sospendere l'iter e di riaprire un confronto sul testo, con una revisione profonda e non solo correzioni marginali.

Per il fine settimana del 14 e 15 novembre le associazioni hanno annunciato numerose iniziative di mobilitazione. Chi pedala abitualmente o viaggia in bici può seguire l'evoluzione del testo: la versione definitiva potrà essere diversa da quella approvata in via preliminare.

Fonti: FIAB · Automoto.it · CityNext

Condividi:FacebookXWhatsAppTelegramEmail

Commenti

Ancora nessun commento. Scrivi tu il primo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi contrassegnati con * sono obbligatori. I commenti vengono moderati prima della pubblicazione.

Partner Romania 175