Gli assessori alla Mobilità di otto grandi città italiane, Bari, Bologna, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Roma e Torino, insieme al delegato ANCI alla mobilità Vito Parisi, hanno firmato il 6 novembre 2026 una nota congiunta sul nuovo Codice della strada. Chiedono un confronto istituzionale immediato e una «revisione radicale» del testo approvato dal Consiglio dei ministri.
Le critiche dei Comuni
Secondo i firmatari, quella che doveva essere una revisione parziale è diventata una riscrittura di 293 articoli, preparata dal ministero senza un vero confronto con i Comuni e le Polizie locali. Nel nuovo testo, sostengono, la sicurezza stradale non sarebbe più la finalità primaria e molti poteri verrebbero accentrati nel ministero, a scapito dell'autonomia delle amministrazioni locali.
Tra i punti contestati ci sono la riduzione delle sanzioni per l'eccesso di velocità e i limiti alle Zone 30: le deroghe sarebbero possibili solo per singole strade e con una precedente incidentalità documentata, rendendo difficili le zone 30 estese a interi quartieri. Gli assessori criticano anche l'accesso libero a tutte le ZTL per i veicoli elettrici e ibridi.
Pedoni e ciclisti
Per gli utenti più vulnerabili, la nota segnala due aspetti in particolare. I pedoni dovrebbero fermarsi e verificare di essere stati visti prima di attraversare. La distanza di 1,5 metri nel sorpasso dei ciclisti resterebbe, ma accompagnata dalla formula «ove possibile», che secondo gli assessori la indebolisce. Viene contestata anche la riduzione da 90 a 45 giorni del termine per notificare alcune infrazioni rilevate da remoto, che rischierebbe di far annullare multe valide.
Il testo del nuovo Codice della strada, approvato in via preliminare dal governo, è ora all'esame per i pareri del Parlamento e della Conferenza unificata.
Fonti: Comune di Firenze · il Resto del Carlino · CityNext




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